“TRASFOMERS” al MAXXI:

un laboratorio TRASFORM-ArTE!

Il MAXXI…. lo conoscete? il Museo nazionale, a Roma, delle arti del XXI secolo, ideato dall’ architetto anglo-irachena Zaha Hadid, scelta tra 273 candidati provenienti da tutto il mondo.

“La complessità dei volumi, le pareti curvilinee, il variare e l’intrecciarsi delle quote determinano una trama spaziale e funzionale molto articolata che i visitatori possono attraversare seguendo percorsi sempre diversi e inaspettati”.

A noi piace molto. Lo spazio che ci regala, il senso di apertura e le scalinate che sembrano essere sospese dall’ alto come in un quadro di Escher…  i bambini restano rapiti.

L’ accoglienza, interna ed esterna, che questa architetta ha saputo dare, si mescola con il piacere del gioco e la sensazione di poter intraprendere più strade, più vie.

Perché ve lo raccontiamo?

L’ altro giorno siamo stati al Museo, con un gruppo di bambini.

Non penserete che ci siamo prodigati in una visita guidata?  o che abbiamo smorzato il loro entusiasmo con dovizie di dettagli, nozioni, effimere filosofie da adulti?

Anche questa volta li abbiamo lasciati… l i b e r i.

Al museo è attiva la mostra TRANSFORMERS:

“La realtà si trasforma in un’altra realtà,

che accende la fantasia, stimola la riflessione,

invita alla condivisione e all’ esperienza,

a vedere oltre.”

Choi Jeong-hwa, Didier Fiuza Faustino, Martino Gamper e Pedro Reyes, quattro Transformer che sono al contempo artisti, designer e attivisti sociali.

Dicevamo… LIBERI… di attraversare una foresta sospesa IMG_9680e scoprire che è fatta di 3000 scolapasta in plastica, ascoltare la melodia prodotta da un’orchestra fatta di armi, sedersi su una sedia che con interventi in tessuto ha cambiato la sua forma originale, immaginarsi soli in mezzo al mare aggrappati a una boa gigantesca.

 

 

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Liberi di correre e lanciarsi nei colori di chi, attraverso il palloncino e il suo grado di energia, ha voluto rappresentare la vita, le età, il ciclo…

 

 

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Liberi di incontrare una rete in grado di diventare casa, una barriera che diventa ospitale, un muro che diventa confine…

 

Immaginate la sensazione che loro, ma anche noi, abbiamo provato nel sentirci dire che potevamo toccare, potevamo interagire, sentire, esplorare… come non pensare a Munari.

Un’arte viva, che viene vissuta, che compenetra, e fa riflettere nella relazione.

Ecco perché li abbiamo lasciati liberi. Riempirsi  gli occhi, le mani, il cuore. Di stupori e meraviglie. La sorpresa…

Si, certo, poi il laboratorio l’ abbiamo fatto, POI. DOPO.

Non c’era bisogno della nostra mediazione in quel momento,… per dire cosa? per anticipare? per etichettare, spiegare, contestualizzare? No, sapete che nulla di questo ci appartiene. Siamo convinti che la motivazione, l’entusiasmo, la sorpresa siano i motori dell’ apprendimento. Da lì nascono le domande. E infatti sono nate…

Sulle armi, sulla musica, sulle barriere, sugli scolapasta… VEDERE OLTRE.

Cos’è, com’ è, cosa ti fa venire in mente…  la trasformazione ha inizio anche dentro di noi.

E una scolapasta non sarà più solo uno scolapasta..

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