Laboratorio con la  creta

“NARRAZIONI IN ARGILLA:

dall’ informe al dare forma.”

Spesso nel fornire un pezzo di creta a qualcuno ho notato, fin dal primo contatto, l’incontenibile desiderio di modificare, di lasciare tracce, di vedere l’effetto della propria pressione sulla superficie. Come se si trattasse di un bisogno istintivo di contattare, trasformare o evitare un materiale altro da sé che si modula con la nostra azione dando corpo alle nostre più autentiche rappresentazioni.
Condizione ineliminabile del dare forma è entrare in contatto, in questo caso un contatto tattile che coinvolge la persona nella sua integrità psicofisica.

foto-creta-2Plasmare la creta può sollecitare il sentimento di efficacia e competenza, consentendo un vissuto di piacere e autostima, dell’essere presenti qui ed ora in un proprio intimo spazio. I gesti portati alla materia, e da questa sollecitati, possono essere molteplici: schiacciare, penetrare, sfiorare, accarezzare, impastare, spezzettare, scivolare con l’acqua etc., essi riguardano le modalità individuali di entrare in contatto con il mondo e di stabilire relazioni interpersonali.

Gli stessi gesti narrano alla creta vissuti, bisogni, ricordi, fantasie, desideri; danno forma ad emozioni spesso inibite e dimenticate e possono far  nascere nuovi modi di percepire se stessi. Il contatto con la creta richiama anche la possibilità della relazione con l’altro da sè, con un TU malleabile e modificabile che risponde accogliendo e rispecchiando ogni nostro gesto e pressione apportando trasformazioni al proprio sentire.foto-4

Pertanto attraverso questo processo di “dare forma”, si dialoga con: vissuti, emozioni e immaginari, traducendo il dialogo interno operato dall’Io in dialogo tattile, preverbale con la materia, il cui risultato è sempre ricco di componenti simbolico-concrete. Le nuove componenti e rappresentazioni che emergono possono essere progressivamente integrate da chi é immerso in questo dialogo e consentire l’acquisizione di nuovi spazi immaginativi, dunque nuovi gradi di libertà esperienziali.

La creta è dunque un segno autentico tridimensionale in evoluzione e di rispecchiamento immediato del sentire della persona, sia esso bambino o adulto.

Insieme, attraverso una interazione personale ed intuitiva, esploreremo le molteplici applicazioni e le potenzialità pedagogiche di questa materia.

 PASSI DI AZIONE e FORMA:

  • L’incontro con l’informe
  • Le sfumature, il piacere e la libertà dei gesti che danno forma.
  • Dare forma: uno spazio-tempo autentico.
  • La rappresentazioni simbolico-concrete della relazione Io-Tu.
  • Le narrazioni di sé nella scultura di coppia.
  • Costruzioni di gruppo.
  • Aspetti teorici, metodologici e riflessioni sul lavoro.

Conduce: SILVIA MICOCCI

Psicologa, docente di ‘Artiterapie psicofisiologiche con la creta’ e ‘Tessitura a mano nelle arti terapie’ presso il Master Triennale in Arti Terapie ad orientamento Psicofisiologico Integrato. Si occupa di corsi di formazione  approfondendo l’interdipendenza tra l’esperienza tattile sensoriale, i processi immaginativi e gli aspetti psicodinamici. Propone percorsi educativi e pedagogici presso associazioni ed istituzioni.

A CHI: Educatori del nido, della scuola d’ infanzia, bibliotecari, operatori della disabilità sensoriale, mediatori interculturali, arteterapisti, appassionati.

SEDE: Via di Padergnone, 45 – Zanica (BG)

DURATA: 8h.

DATE E ORARI:  sabato 18 Febbraio, dalle 14.30 alle 18.30 e domenica 19 dalle 9 alle 13

PARTECIPANTI: massimo 20

COSTO DEL LABORATORIO:  110 € (comprensivi di iva)

MAGGIORI APPROFONDIMENTI: Silvia Micocci

Associazione Culturale Moblarte
Via Padergnone 45 – 24050 Zanica (BG)
Tel.: 344 143 2205
Mail: info@moblarte.it