CRONACHE DEL FARE:

STRUTTURA +

LIBERTA’ =

CREATIVITA’

Questa mattina, in un nido e scuola dell’ infanzia, stavamo giocando sempre con il tema “Casa”.

Il materiale scelto, e già proposto nell’ incontro precedente, era un foglio di cartone nella misura di 50 x 70 per ogni bambino. Materiale di riciclo. Materiale forte. Colore naturale.

I bambini, entrando nello spazio, hanno ritrovato questi “spazi”, appesi, disseminati in modo diverso, in orizzontale, in verticale, appoggiati al muro…

Infinito il piacere di poterci giocare, liberamente.

E’ il piacere della trasformazione secondo la proiezione che ognuno di loro aveva voglia di attivare.

Cosa mi fa venire mente?

Interessante vedere come ognuno di loro si sia adoperato per rendere quel pezzo di cartone, uno spazio confortevole da abitare e da vivere. Chi si è nascosto, chi si è arrotolato al suo interno, chi ci si è travestito, chi si è messo a surfare, dando vita ad un gioco collettivo a tema mare.

Nulla di tutto questo era programmato, tutto era previsto.

Cosa significa?

Proporre un materiale informe genera una grande possibilità trasformativa, proprio perché non è chiuso, non è confinato di per sé in una struttura, o meglio in una funzione, ma è passibile di più finalità.

Il materiale è solo uno strumento che permette al bambino di realizzare ciò che ha in mente o meglio ciò che, attraverso la relazione con il materiale, gli viene in mente.

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Per un educatore la scelta del materiale, è la scelta del percorso, è indicare una strada, proporre un problema, e sollecitare soluzioni.

Per noi c’ era senz’ altro anche il fare esperire concetti topici come il dentro, il fuori, il sopra e il sotto, il davanti e il dietro. Con il corpo, con tutto il corpo, coinvolgendo lo schema corporeo nel suo complesso, così da poter poi trasferire il vissuto, appreso, anche sul foglio, nel percorso che le educatrici propongono come pedagogia all’ interno della quotidianità di classe.

Oggi in particolare i fogli erano bucati. Al loro interno rispetto la scorsa volta, c’ erano dei fori, dei piccoli buchi disseminati nel perimetro e nello spazio centrale.

Anche il buco era connesso con la storia che ci guida “Bau cerca casa”, ma ovviamente rappresenta una nuova possibilità di gioco, di esperienza.

Per questo avevamo preparato tre tipi di corde differenti: tre colori diversi, per tre filati diversi, per tre lunghezze diverse. La cima di ogni filato è stata adeguatamente preparata con dello scotch di carta per rendere l’ infilo più facile e immediato, mentre nella parte finale di due tipi di corde è stato fatto un nodo.

E voi pensate che abbiano infilato?IMG_9002Si certo, ma solo dopo. Dopo aver giocato con il materiale in sè. Dopo aver giocato con il filo, con la corda, cercando di capire, di apprenderne le possibilità, sempre e solo con l’ esperienza.

Abbiamo visto corde girare attorno a piedi, mani, tavoli, gambe di sedie, corde utilizzate per saltare o per il gioco del limbo, e solo dopo, dopo, ….

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….quando qualcuno si è concentrato sul buco, e “l’ ha visto” è nato l’ infilo. Perchè c’ è stata un’ addizione, un fare uno più uno, un connettere, un mettere insieme, nato dal bisogno, dall’ intuito, dal contesto appunto.

 

 

Il video è davvero esplicativo delle possibilità creative dei bambini quando vengono lasciati liberi in condizioni di gioco pensato per loro e lasciato informe per loro.

Inutile dire il piacere immenso di poter apprendere nella gioia, nella ricerca, e nel piacere!

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