IMMAGINECONTATTO LE EMOZIONI

PROGETTO PEDAGOGICO e EVENTO D’ ARTE: «con – TATTO le emozioni»
“Quando finisce l’infanzia (…)
si entra nella società,
uno alla volta si chiudono i recettori sensoriali,
non impariamo quasi più niente, usiamo solo la ragione e la parola (…)
(B. Munari)
Noi siamo il nostro primo teatro, il nostro primo luogo di narrazione e di contatto. I bambini, la loro unicità, le loro emozioni. Vogliamo partire da loro, dai loro mondi, da quello che ci portano in consegna. Dal rispetto di ogni bambino e dalla diversità che ci regala perché è lì che nasce come persona. Ogni individuo ha infatti delle potenzialità, che possono svilupparsi al meglio, si tratta di scoprirle, amplificarle, renderle fiorenti ed eloquenti così da favorirne la maturazione.
Nelle proprie emozioni l’individuo si riconosce, si ritrova, si rispecchia. E questo vale per tutta la vita, tanto da fornire un nucleo di continuità nell’esperienza di se stessi nonostante tutti i cambiamenti evolutivi.
All’emozione è legato il nostro sentire e il sentirsi, all’emozione è affidato il racconto di come stiamo vivendo o abbiamo vissuto un’esperienza. Poterle conoscere dà al bambino la possibilità di poterle esprimere; la possibilità di riconoscerle quando le prova dà al bambino la possibilità di poterle gestire.
Ogni emozione è preziosa ed è importante perché in quel momento ci consente di sentire, ancor prima di capire, cosa stiamo vivendo. Spesso però molte emozioni sono messe al bando, minimizzate o, peggio ancora, ridicolizzate, ed il bambino si trova spaesato e frustrato dal provare qualcosa a cui non sa dare un nome e a cui non può dare una forma.
L’ intelligenza emotiva sembra essere la base, la fonte psicofisica delle capacità cognitive e affettive che l’individuo potrà sviluppare. Ciascun intelligenza può essere rappresentata meglio in un individuo rispetto ad un’altra e può essere riconosciuta, valorizzata e migliorata. L’emozione sarà, non soltanto il tema del nostro progetto, ma lo strumento principe per raggiungere questa valorizzazione
e accettazione della diversità.
Perché “con –tatto”?
“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.
La diversità delle proposte, il poter fare, poter incontrare un’ esperienza che si fa opportunità,
permette ai bambini di esprimersi su più livelli e di rintracciare una complessità molto affascinante e divertente non solo del loro sentire ma anche della vita.
METODOLOGIA
IL MODELLO PSICOFISIOLOGICO INTEGRATO
Secondo l’approccio psicofisiologico integrato, che fa riferimento al Master Triennale di ArtiTerapie ad Orientamento Psicofisiologico integrato, fondato dal Prof. Vezio Ruggieri, titolare della Cattedra di Psicofisiologia alla Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma “La Sapienza”, l’ IDENTITA’ è la risultante del rapporto circolare tra mente e corpo, per cui si supera la dicotomia classica mente-corpo a favore di una convergenza che consente la reciproca influenza.
Ciò significa che lavorare ad un livello cosiddetto immaginativo è (anche) lavorare sul corpo stesso e viceversa.
L’ APPROCCIO MULTISENSORIALE è valutato e stabilito in relazione alla necessità di rispettare la pluralità di cui i bambini, nella loro identità ancora in fecondo sviluppo, si fanno portatori.
L’intendimento è di creare delle situazioni in cui la mia presenza possa, attraverso un’accurata “regia” del contesto, contenere i bambini e i ragazzi mentre fanno esperienza.
“Fare esperienza” è l’ “aiutami a fare da me” montessoriano, il che presume “non dire cosa fare ma come” (Munari), ovvero l’impegno di fornire condizioni opportune e adeguate per poter fare da soli, nel rispetto dei tempi, delle inclinazioni, delle sicurezze o incertezze di tutti.
Creare il contesto in cui poter lavorare, è riuscire a costruire un ambiente in cui i bambini possano sentirsi sicuri, uno spazio in grado di stimolare le loro diversità attraverso vari strumenti. Entrare in contatto non con un risultato, ma con un processo, quello appunto dell’esperienza che non si connota come giusta o sbagliata, ma come idonea, opportuna, adeguatamente frustrante ovvero in grado di essere non solo vissuta ma anche trasformativa.
La modalità del lavoro è multisensoriale, attraversando il CODICE TEATRALE, l’ ATELIER con l’arte e il design, la NARRAZIONE con le storie, la poesia e la parola, il MATERICO con la costruzione e il DIGITALE con la proiezione, la webcam, il video.
Penso che solo l’intreccio di questi codici possa realmente restituire la complessità di un percorso, ma in primis dell’ individuo
FINALITÀ:
• Integrazione ottimale di tutte le diversità con particolare riguardo ai soggetti diversamente abili attraverso un’educazione al sentimento, al sentire e all’ascolto con un approccio multisensoriale.
• Interdisciplinarietà: aspetto fondamentale per poter far parte del tessuto scolastico e creare un continuo dialogo con la dimensione quotidiana della scuola stessa.
OBIETTIVI:
• Rafforzare la propria identità e la fiducia in se stessi.
• Gestire le emozioni: riconoscerle e dargli espressione.
• Aiutare il bambino ad entrare in contatto con il proprio corpo, ad essere consapevole e responsabile delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
• Riconoscere lo spazio personale ed interpersonale: auto-appoggio ed etero-appoggio.
• Favorire la socializzazione e l’inserimento positivo nel gruppo dei pari.
• Peer education: stimolare il confronto in gruppo per incentivare un’educazione orizzontale per cui i bambini si aiutano l’un l’altro, venendo meno le diffidenze ed i ruoli propri del rapporto allievo-maestro.
• Elaborare i contenuti inconsci quali paure, ansie e insicurezze attraverso la struttura della CASA, la sua esplorazione e narrazione.
• Migliorare percezione e propriocezione
Al centro il tema
dell’ INDIVIDUALITA’, dell’ INDIVIDUAZIONE, dell’ IO. PERCEZIONE, IMMAGINARIO, STRUTTURA E CONFINI.
Primo scenario: lo SPAZIO
Primo SPAZIO: il CORPO
Primo orologio: il TEMPO
Primo TEMPO: il CUORE
L’ APPRODO è l’ INCONTRO: Il fiorire della RELAZIONE, la nascita del DIALOGO.
Dall’ «IO» al «NOI»
con una trasposizione nel percorso dal lavoro personale all’ OPERA COLLETTIVA, dove la SOMMA è MAGGIORE DELLE PARTI.
Quello che nasce dall’ unione del dono di ciascuno ha un valore che trascende l’ individuo e si incide nell’immaginario di un archetipo collettivo.
Le INSTALLAZIONI COLLETTIVE hanno il carattere fondamentale della CONDENSAZIONE, della SINTESI, della NARRAZIONE.
In esse è evidente il TEMPO, la storia il percorso impiegato per giungere lì, così come lo spazio con il suo sapore di materia, di azione, di fare. Per questo il lavoro procede con opere singole e approdi collettivi.
PROGETTO PEDAGOGICO E EVENTO D’ARTE?
Il progetto pedagogico è concepito per poter essere un evento d’arte, ovvero un percorso che possa realmente essere un’ ESPERIENZA COLLETTIVA TRASFORMATIVA che riguardi tutta la realtà scolastica.
Il progetto, assolutamente innovativo e allineato con lo stile europeo, si configura come un processo di indagine e ricerca che trova in una o più INSTALLAZIONI COLLETTIVE la sua forma di chiusura e restituzione.
Tutti saranno chiamati , tramite il loro fare, ad essere protagonisti e portatori della propria specificità.
La pluralità dei linguaggi permetterà inoltre di raggiungere estetiche in grado di connettere il materico con il digitale in una prospettiva di contenuti multidisciplinari e trasversali.

Associazione Culturale Moblarte
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